Nessun favore ai bracconieri!

Quando pubblichiamo l’immagine di un animale, spesso ci capita di fornire anche una serie d’indicazioni sul luogo dove la foto è stata scattata. Attenzione: per quanto riguarda animali “a rischio”, per esempio rinoceronti, l’indicazione anche non estremamente specifica della località può favorire i bracconieri, e mettere in pericolo l’esemplare. Dunque va accuratamente evitata. Ma non basta, spesso le foto “dicono” più di quanto si veda.  Parecchie moderne macchine fotografiche digitali dispongono di un Gps incorporato, per cui la localizzazione diventa estremamente precisa e “pericolosa”. Un suggerimento a tutti: attenzione, anche se nel testo a corredo dell’immagine non ci sono indicazioni, è possibile che le coordinate gps siano registrate dai dati exif (Exchangeable image file format) memorizzati dalla macchina, e dunque facilmente rilevabili. Controllate bene (facendo eventualmente riferimento al manuale d’istruzioni della vostra fotocamera) che dai dati exif non siano rilevabili le coordinate geografiche!

Karibuni ya Gotoafrica

Ujambo, rafiki! ImmagineEccoci qua. Ho aperto questo nuovo spazio per poter chiacchierare, scambiarsi impressioni e informazioni, condividere notizie e immagini ruguardanti l’Africa, lontano dall’affollamento a volte troppo urlato, spesso pressapochista dei social network. Vorrei ricreare, in questo blog, l’atmofera che si respira la sera nel bush, accanto al fuoco da campo, immersi nel buio e nei mille rumori della notte africana, quando l’adrenalina e la stanchezza lasciano spazio al relax e alla riflessione, alla voglia di raccontare e di raccontarsi, di condividere, dopo la polvere, il caldo, le emozioni del momento, anche le idee, i pensieri. Il fuoco è acceso, come le lampade a petrolio attorno al perimetro del campo, l’acqua del tea sta bollendo e, per chi vuole, ci sono un paio di bottiglie di Amarula e di Konyagi, da qualche parte. Sedetevi pure, karibuni!

My wish list

The starry skies of the equator in a moonless night
The cool breeze of the highlands who shed the sweet scent of the bush
A hot shower under the stars
the crackling of a campfire
The misted glass of a bottle of Kilimanjaro beer: not too icy, please
Thousands of mysterious eyes shining in the grass high, illuminated by the flashlight beam
The distant roar of lions hunting
The level of the bottle of Koniagy down relentlessly every time a new round starts
A Moleskine notebook with lined pages and a pen loaded with blue ink
An oil lamp which is not too much smoke, if possible
A Masai Shuka at hand, in case the air would become cooler
My old pipe and a package of good Park Lane No. 7
And, of course, my camera

Why in Africa

Every time I prepare to return to Africa, I wonder inevitably what leads me to do, after having been there, for different reasons and in different places, at least thirty times.

I think the answer is all in one sentence I found in a book written by a great friend of this continent, and a great supporter of environmental conservation, who honored me with her virtual friendship on facebook: Joyce Poole.

I quote from memory, hopefully not too upset the beautiful words that are engraved in my mind and in my heart, because I find them profoundly true. The phrase is roughly as follows: “For me Africa is the challenge of a life lived to the limit: it is the certainty of uncertainty”. Thank you, Joyce!